Archivio per 6 settembre 2010

Zucchine gratinate

Le zucchine gratinate sono un contorno molto buono e facilissimo da preparare,si possono fare con tantissimi ripieni a secondo della fantasia e degli ingredienti che abbiamo in frigorifero.Queste sono le classiche,preparate con la polpa della zucchina,aglio prezzemolo e parmigiano.

Ingredienti per 4 persone:

 4 zucchine
2 spicchi d’aglio
prezzemolo/pangrattato
parmigiano
olio/sale/pepe

Lessare le zucchine in acqua salata per circa 10 minuti,tagliarle a metà e scavare con un cucchiaino la polpa che verrà frullata insieme all’aglio e al prezzemolo,aggiungere il parmigiano.Disporre la salsa ottenuta sulle zucchine infine cospargere con il pangrattato e infornare a 200 gradi per 15 minuti

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Focaccia al kamut,farro e semi di lino

L’ho preparata in alternativa al pane per la cena di questa sera e per il pranzo di domani…soffice,gustosa e ricca di fibre!

Ingredienti:
- 200 g di farine di kamut,farro con semi di lino (ho usato la miscela di farine per pane della Spadoni)
- 50 g di fiocchi di patate
- 5 g di lievito di birra disidratato
- 200 ml di latte
- un cucchiaino di sale
- un cucchiaino di zucchero
- un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

Procedimento
sciogliere il lievito in 50 ml di latte con un cucchiaino di zucchero e lasciare riposare venti minuti.
Setacciare la farina e miscelarla con i fiocchi di patate,al centro mettere il lievito sciolto,il restante latte tiepido e iniziare a mescolare.Aggiungere il sale e l’olio.Impastare velocemente e quando l’impasto sarà omogeneo,coprirlo con un panno e lasciar lievitare per un’oretta.Trascorso questo tempo,versare l’impasto in una teglia leggermente unta di olio e far lievitare nuovamente per un’altra ora.
Prima di infornare ungere la superficie della focaccia con poco olio e cospargere con qualche grano di sale grosso.Cuocere in forno preriscaldato a 170° per circa 25 minuti.

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BLUNOTTE … GiveAway

Partecipo anche io al GiveAway indetto da Blunotte per il raggiungimento dei 300 lettori fissi.
Ecco il link a questa bellissima iniziativa


Non voglio anticiparvi i bellissimi premi in palio … per scoprirli andate a trovare Tamara nel suo bellissimo blog:  
 http://blunottelive.blogspot.com

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Sesto giorno (II parte): Doune Castle, Dunblane Cathedral, Stirling, Culross e i Lothian

culross

La cosa che mi lascia più strabiliata, ogni volta che risistemo i miei diari di viaggio, è constatare quante cose riusciamo a vedere in un giorno. E, credetemi, non si tratta di visite superficiali, tutt’altro: in ogni luogo dove capitiamo, cerchiamo di visitare tutto quello che ci interessa. Il che, ovviamente, non significa tutto quello che c’è- ma qualche volta anche sì.
Di solito, organizziamo tutto da casa. Io studio guide e percorsi per settimane intere, mio marito fa l’itinerario (di solito, sconvolge il mio) e, quando partiamo, sappiamo già perfettamente dove dobbiamo andare e che cosa dobbiamo visitare. Qualche volta, penso che di tutte le fasi del viaggio, quella che a me piaccia di più sia proprio l’organizzazione e difatti, se avessi una giornata di 48 ore e un conto in banca a 48 zeri probabilmente mi metterei a scrivere guide turistiche come si deve (che a casa mia significa “come piacciono a me”): sta di fatto, comunque, che se c’è qualcosa di notevole lungo la strada, difficilmente ci sfugge. E se è in una stradina laterale, magari impervia e accidentata, ancora di meno.

marea blackness caslte

Come ogni regola che si rispetti, anche questa ha però le sue eccezioni: qualche volta ci capita di dover rinunciare a qualcosa, più spesso riusciamo ad aggiungere qualche extra. Questo è ciò che succede oggi, in una giornata che già si era annunciata come una delle più fitte del viaggio e dove, alla fine, scopriamo di avere ancora due ore di tempo per un bel fuoriprogramma. Ma prima, però, bisogna rispettare quello ufficiale, che prevede un giro di castelli e, in mezzo, un’abbazia.
Doune Castle, a dire il vero, non sarebbe rientrato nei piani: ma abbiamo fatto un biglietto cumulativo che ne comprende la visita e, già che si trova sulla strada, facciamo una deviazione, per dare un’occhiata.

doune castle

La figlia, però, è di tutt’altro avviso perchè, ci comunica solenne, “a lei i castelli non piacciono”.
“No, dico, fammi capire: ci sparigli le carte, con l’Irlanda già organizzata, e ci dici ‘o Scozia o niente’ e ora te ne esci con ‘i castelli a me non piacciono’? E da quando, di grazia?”
Io mi chiedo com’è che mi saltino in mente certe domande: da quando non le piacciono i castelli? ma da sempre, ecchediamine! E’ una vita che lei si sottopone a queste atroci torture materne, piegandosi docilmente al mio volere solo per il quieto vivere, assecondando l’indole mite del suo carattere solo per farmi piacere: ma a lei, sia chiaro, i castelli fanno schifo.
Ora, io non so che cosa dicano i manuali dei perfetti genitori in merito- e anzi, detto fra noi, preferisco non saperlo. Anche perchè, di sicuro, comincerei a sentirmi una madre inadeguata, non all’altezza, incapace e deporrei quello che , a tutt’oggi, si è rivelato lo strumento più persuasivo ed efficace, fra quelli finora testati: “ok, niente felpa con ‘I-love-Scotland’. E non ditemi che mi sto abbassando a vili ricatti: a me il richiamo alla coerenza pare chiaro: se ti piace la Scozia, ti devono piacere anche i castelli. Cosa dite? Non si era capito???

doune castle

Doune Castle è il classico castello medievale: nessun arredo, nessun arazzo, nessuna tavola imbandita, nessuna tappezzeria di seta, ma solo una costruzione massiccia ed imponente che rivela subito la funzione primariamente militare del maniero. Gli interventi di restauro sono stati rispettosissimi e oggi non c’è nulla di minimamente artefatto o forzato che ne alteri un fascino che da settecento anni resta immutato. La guida aggiunge che si tratta di un luogo di culto per gli appassionati di cinema, avendo fatto da sfondo ad alcune “memorabili scene” di Monty Pithon e il Sacro Graal: e anche se non amo il genere e non conosco il film, non esito a comprendere le ragioni di questa scelta

dunblane cathedral

Il tempo si è decisamente messo al bello quando entriamo a Dunblane, un piccolo villaggio tutto intorno ad una bella cattedrale gotica, dagli esterni di singolare semplicità. Abituati come siamo ad un trionfo di statue e di sculture, restiamo un po’ interdetti di fronte ad una testimonianza così anomala. Anche l’interno è diverso da quello che siamo abituati a vedere- nella navata manca addirittura il transetto- ma l’insieme ci colpisce ugualmente. Mia figlia – a cui è tornato il buonumore- confessa convinta di preferire il romanico al gotico, in un elogio della semplicità che mi riporta indietro di trent’anni, quando avevo grosso modo la sua età e dicevo grosso modo le stesse cose- e in cuor mio mi auguro che continui a pensarla così per sempre.

culross

Il piatto forte della giornata è Stirling, la città che fece da scenario ad alcuni fra i più sanguinari scontri della già abbondantemente insanguinata storia di Scozia: da qui, infatti, passarono tutti, da William Wallace (il Bravehart di Mel Gibson) a Bonnie Prince Charlie, da Giacomo VI a Robert the Bruce, la cui statua troneggia all’ingresso del castello.

stirling

Se i Borders e i Trossachs erano il regno incontrastato di Maria Stuarda e Walter Scott, è la memoria di Robert the Bruce quella che rivive in ogni angolo di questa regione. Fu il padre dell’indipendenza scozzese, conquistata a caro prezzo nel 1314 a Bannockburn, a poche miglia da Stirling, oltre che un re saggio e capace. Gli Scozzesi lo adorano- ma come si fa a dargli torto?

wallace monument (stirling)

Liberi di non crederci, ma io il castello di Stirling non l’ho mai visitato. Ogni volta, c’era qualcosa che lo impediva- da uno sciopero del personale al più banale rispetto del giorno di chiusura. Stavolta, neanche a farlo apposta, è in corso la campagna di restauro, che terminerà nella primavera del 2011. Quando sto per piangere, mi accorgo di un ingresso laterale e la vita mi risorride.

stirling castle

Bello. Non lo si visita tutto, ovviamente, ma per gran parte sì- e quello che vediamo ci piace, eccome. A me ricorda un po’ i castelli della Loira, per una concessione al vezzo e all’ornamento insospettabile nel rude popolo scozzese e inimmaginabile in queste terre. L’insieme è leggero, piacevole, di gusto e la visita ai vari ambienti scorre via velocemente, cucine comprese.

stirling castle

Facciamo un ultimo giro per i giardini, una sosta veloce al book shop e poi ci dirigiamo verso l’ultima meta della giornata, il delizioso borgo reale di Culross, che ci conquista all’istante. La guida chiosa che qui il tempo sembra essersi fermato, ma stavolta è vero: le case sono le stesse di cinquecento anni fa, restituite alla antica bellezza da un imponente restauro del Trust (l’equivamente britannico del nostro FAI), le strade sono in acciottolato e gli uomini portano il kilt. I colori sfumano nella morbida luce del crepuscolo e il silenzio è rotto dal lento sciacquio delle onde e dal rumore dei nostri passi. I profumi dei fiori si mischiano lievi all’aria della sera, un gatto miagola da un giardino, le ombre delle barche in secca si stagliano, da lontano- e noi staremmo qui per sempre.

culross

Cioè: “per sempre” è una parola grossa. Diciamo che per un quarto d’ora, ce lo siamo goduti alla stragrande, il silenzio, la solitudine, l’immobilità. Ma dopo mezz’ora che andiamo avanti e indietro per la stessa strada, con i ciottoli che premono sotto le suole e gli occhi che vagano alla ricerca di un particolare che non sia stato “già visto” almeno dieci volte, cominciamo a scalpitare e a non poterne più.
E’ a questo che mi riferivo, all’inizio del post, quando parlavo di eccezioni alla regola- e stavolta ha dell’impensabile: giriamo dalla mattina, con un programma da paura che sarebbe stato difficile realizzare- e invece non solo siamo arrivati alla fine, ma abbiamo ancora due ore di tempo. Non siamo stanchi, non abbiamo fame e meno che mai abbiamo voglia di perdere tempo alla ricerca del ristorante che non c’è. Meno che mai quando davanti a noi si scorgono i profili di due o tre posticini che…

stirling castle

“organizzare”, a casa nostra, significa decidere quali sono i tagli meno dolorosi da fare, all’elenco dei luoghi da vedere. Stavolta, è toccato ai Lothian, la regione intorno ad Edimburgo, per le ragioni già esposte a suo tempo: qui, in un modo o nell’altro, ci si può ritornare. E quindi, niente Lothian, niente castelli, niente giardini, niente di tutto quello che oggi si trova a pochissime miglia da dove siamo.
“Però, è tutto chiuso”, faccio io
“Fa niente”, fa lui.

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Brevissima: è tutto chiuso, ma ne vale la pena. Intanto, per rivedersi i due ponti sul Firth of Firth, sia quello “nuovo”, su cui passiamo, sia quello “vecchio”, che scorre parallelo e che per l’Europa industriale di due secoli fa rappresentò un altro inno al progresso, pari a quello della Torre Eiffel. Al tramonto, poi, è un’esperienza da mozzare il fiato.
E poi per chiudere in gloria, con una figura di m… che di più non si può, finendo dritti dritti al ricevimento nuziale di non so chi a Hopetoun House, la Versailles di Edimburgo. L’euforia del primo momento (“evvai, figata, è aperto!!!), ha lasciato spazio a momenti di incredulità (” non ci posso credere…”), mutatisi in vaghe perplessità (“ma come mai è aperto?) e in rosicanti dubbi (“ma com’è che non c’è nessuno alla biglietteria?), fino al tripudio finale dell’abbordaggio al testimone di nozze (“eschius- miiiiiii, uot hhhhheppen????), confuso con un custode a causa del kilt. Mai come in questo caso, il velo pietoso è d’obbligo.
Alla prossima
alessandra

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Alici ripiene

Mi fanno impazzire…ogni volta ne compro oltre un kg talmente ci piacciono……..non metterò le quantità in questa ricetta,regolatevi a seconda del pesce che avete…

ingredienti:
alici
pangrattato
uovo
sale
parmigiano
prezzemolo
aglio se gradito,io spesso non lo metto
olio
Pulire le alici,tagliate la pancia con il vostro pollice,staccate la testa e portate via la lisca.Lavarle in acqua e scolare bene.
Impastare tutti gli ingredienti e mettere l’impasto ottenuto su un’alice e coprire con un’altra.Trasferire su una teglia coperta con carta forno,irrorare con un filo d’olio e infornare a forno moderato finché saranno cotte,devono essere dorate.Vi piaceranno….

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Crostata classica con crema e pesche

 

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L’altro giorno ci andava una crostata semplice

Nulla di nuovo lo so ma che buona

Come frolla ho usato questa all’olio

Ingredienti:

per la frolla:
350gr di farina
50 gr di fecola o amido per dolci
200gr di zucchero
2 uova intere
100gr di olio extravergine di oliva
un cucchiaino pieno di lievito per dolci
buccia di limone (oppure essenza di vaniglia)

Per la crema:

2 uova intere,

100 gr di zucchero,

65 gr di maizena,

5 dl di latte

+

3 pesche

 

Preparazione:

Mescolare le uova con l’olio;

aggiungere lo zucchero, la farina, il lievito la buccia di limone (o la vaniglia)
Lavorare velocemente l’impasto prima nel contenitore e dopo su una superficie con un pò di fecola e mettere a riposare in frigorifero

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tirare con l’aiuto di un foglio di carta da forno e mettere all’interno dello stampo(28 cm) già imburrata ed infarinata; far cucinare in bianco a 180° per 10 minuti (coprendo con un foglio da forno e fagioli secchi)

nel frattempo tagliare le pesche a spicchi e bagnare con un pò di limone

Per la crema:

Sbattere le uova con lo zucchero e la farina, unire il latte caldo; mettere sul fuoco e lasciare cucinare fino a quando si addensa;

quando la base è pronta coprire con la crema pasticcera e gli spicchi  a raggiera

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cuocere per altri 20 minuti a 180° a media altezza

ed eccola pronta

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9DSC_1070 e la fetta…ancora tiepida…

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Pancakes con salsa ai mirtilli e sciroppo d’acero

Qualche giorno fa ho visto la ricetta di Nigella Lawson dei pancakes con salsa ai mirtilli e sciroppo d’acero, la cosa che più mi ha convinto a farli è stato vedere lei di notte avvicinarsi al frigorifero e mangiarsene uno con salsa e panna, anch’io a quell’ora avrei fatto la stessa cosa, al mattino subito ho preparato il tutto, prima il mix che lei prepara e poi conserva pronto all’uso nella dispensa, poi la salsa e alla fine i pancakes; i pancakes si fanno in pochissimo tempo, davvero buoni, io, se devo essere sincera, li preferisco freddi

Ingredienti per il preparato per pancakes:

600 gr. di farina 00 bio
40 gr. di zucchero di canna chiaro bio
35 gr. di lievito naturale in polvere bio
2 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaino di sale marino fino bio
1 cucchiaino di vaniglia in polvere bio bourbon del Madagascar

Setacciare in un vaso a chiusura ermetica tutti gli ingredienti, mescolare bene e conservare in dispensa.

Ingredienti per la salsa ai mirtilli e sciroppo d’acero:

200 gr. di mirtilli bio
125 ml. di sciroppo d’acero bio

Mettere i mirtilli e lo sciroppo in una casseruola e lasciar bollire per pochi minuti mescolando, spegnere.

Ingredienti per circa 15 pancakes:

150 gr. di preparato per pancakes
250 ml. di latte bio
15 gr. di burro sciolto
1 uovo bio freschissimo

Battere leggermente l’uovo in una ciotola. In una terrina mettere il preparato per pancakes e aggiungere poco per volta il latte mescolando con una frusta a mano, unire l’uovo ed il burro. Scaldare una teglia antiaderente e mettere una cucchiaiata per ogni pancake, quando in superficie compariranno le bollicine, voltarla e proseguire la cottura per circa un minuto. Servire i pancakes con la salsa, ancora caldi.

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Quiche di Fichi (Figs Quiche)

Ingredienti:
1 confezione di pasta sfoglia
8 fichi freschi
200 gr gorgonzola
250 gr ricotta

Stendere la pasta su una teglia e accendere il forno a 180°C
Mescolare i formaggi e spalmare il composto sulla pasta sfoglia
Decorare con fichi
Cuocere per 20 minuti

English version
Ingredients:
1 sheet of puff pastry
8 fresh figs
200 gr gorgonzola or blue cheese
250 gr ricotta

Cover a tin with the pastry and pre heat the oven at 180°C
In a bowl mix ricotta and gorgonzola and pour the mixture into the pastry.
Decorate with figs.
Bake for 20 minutes

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Arrosto di Tacchino e Melagrana e Gnocchi di Zucca

MATTINO: latte scremato ml. 150; caffè ml. 50, pane g. 25; oppure the ml. 150; pane g. 50.

MEZZOGIORNO: 5 g. di pasta al pomodoro e burro g. 5 (un cucchiaino), Arrosto di Tacchino e Melagrana.

SERA: Gnocchi di Zucca, 150 g. di frutta di stagione.

Le ricette: Arrosto di Tacchino e Melagrana (tempo di preparazione 30 minuti)

ricette arrosto
Arrosto di Tacchino e Melagrana

Ingredienti: 200 g. di fette di tacchino, 100 g. di erba cipollina, scorza di limone, una foglia d’alloro, una melagrana (150 g.), un cucchiaio di vino bianco, pepe, 50 g. di cipolla bianca.

Sgrana la melagrana, frulla metà dei semi, filtra e raccogline il succo.
Trita l’erba cipollina e grattugia la scorza del limone. Batti il tacchino, pepalo e salalo e distruisci il trito sopra ogni fetta.
Arrotola ogni fetta e legala con filo da cucina. Rosola per 5 minuti in un tegame gli involtini, dopo aver messo ½ cucchiaino di burro, la cipolla affettata, un cucchiaino d’olio e la foglia di alloro. Sfuma con il vino, bagna con il succo di melagrana, regola di pepe e di sale e cuoci a coperchio chiuso a fiamma dolce per 15-20 minuti.
Poco prima della fine della cottura, aggiungi i chicchi di melagrana rimasti.


Gnocchi di Zucca

Ingredienti: 100 g. di zucca, 2 uova, 50 g. di farina, 50 g. di salsa di pomodoro.

Pulisci la zucca e tagliala a pezzi; cuocila in un tegame con pochssima acqua e sale.
Scolala e schiacciala con la forchetta. In una terrina mescola le uova, un pizzico di sale e la farina. Aiutandoti con 2 cucchiaini da te, forma gli gnocchi e versali i acqua bollente.
Quando gli gnocchi vengono a galla, scolali e condiscili con un sugo ottenutto facendo sobbillire la salsa di pomodoro con un cucchiaino di burro.

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In trepidante attesa di………….

Buonaseeeera..scommetto che siete in trepidante attesa..!!

Quale ricetta avrò estratto e rifatto per festeggiare il blog compleanno??..

Vi tocca aspettare fino a domani..intanto vi anticipo che è buonisssssssima!!!!….

A DOMANI!!!

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AUGURI AD ELEONORA


Oggi 7 Settembre 2010 mia nipote Eleonora compie 15 anni e augurandoli buon compleanno l’abbraccio e gli dedico questa ciambella visto che gli è piaciuta tantissimo.


CIAMBELLA ALLO YOUGURT E CACAO CON CIOCCOLATO BIANCO

INGREDIENTI: per il dolce: 1 vasetto di yougurt al cioccolato
3 uova
3 vasetti di farina
2 vasetti di zucchero
1 vasetto di olio di semi
1 pizzico di sale
1 vasetto di cacao amaro
1 bustina di lievito per dolci

Per la farcitura e la glassa: 50 gr di burro
1 tavoletta di cioccolato bianco
200 ml di panna da montare
1 cucchiaio di latte
codette di cioccolato
succo di frutta

ESECUZIONE:montare bene le uova con lo zucchero finchè non sono bianche e spumose.Aggiungere sempre mescolando il pizzico di sale,lo yougurt e l’olio.Mettere ora la farina,il cacao e per ultimo il lievito per dolci avendo cura di mescolare a lungo fino ad ottenere un composto bello liscio ed omogeneo.Questa ciambella è cotta nel fornetto di campagna ma può benissimo essere cotta anche nel forno tradizionale.Nel fornetto va cotta per 60 minuti avendo cura di abbassare al minimo il gas dopo i primi 5.Nel forno tradizionale cuocete a 180° per 40 minuti.
Giunta a cottura,sfornatela e fatela freddare.Nel frattempo preparare la crema sciogliendo il cioccolato bianco con 1 cucchiaio di latte.Far intiepidire ed aggiungervi il burro morbito tenuto a temperatura ambiente.Montate leggermente la panna ed aggiungetela alla crema di cioccolato.Con una parte di  questo composto farcire la ciambella dopo che l’avrete tagliata a metà e bagnata con del succo di frutta.Se il dolce non è destinato ai bambini potete anche bagnarlo con del liquore a piacere.Ricomponete il dolce mettetelo su di un piatto da portata e versarvi sopra il resto della crema panna-cioccolato.Spolverate il dolce con le codette di cioccolato e porre il dolce in frigo per un paio d’ore prima di servirlo.

E’ buono e goloso specie se servito freddo.

Voglio dedicare ad Eleonora anche questa canzone di Laura Pausini “Come una danza”.
Spero ti piaccia!

BUON COMPLEANNO!!!!

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Farinata di ceci

Da Wikipedia: ha radici assai antiche: diverse ricette latine e greche riportano sformati di purea di legumi, cotti in forno. Una leggenda racconta che sia nato per casualità nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le galee genovesi, cariche di vogatori prigionieri si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d’olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c’era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio.

Nel tentativo di rendere meno peggio la cosa, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella.
Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata, cuocendo la purea in forno. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato l’oro di Pisa. Per tutta la storia e curiosità, leggete qui.
Ingredienti (per 8 persone circa)
9 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 pizzico di sale
pepe
8 dl di acqua tiepida
250 gr. di farina di ceci
Preparazione
In un recipiente molto capiente mettere la farina di ceci e versare a filo e molto lentamente l’acqua tiepida, mescolando in continuazione e facendo sciogliere eventuali grumi che si formano.
Aggiungere un pizzico di sale e lasciare riposare per almeno un paio d’ore.
Durante questo periodo, eliminare la schiumetta che si forma in superficie e mescolare di tanto in tanto per evitare la decantazione della farina.
Accendere il forno alla temperatura massima e lasciare che la raggiunga prima di infornare.
Aggiungere alla miscela preparata 8 cucchiai di olio extra vergine di oliva e mescolare delicatamente.

Prendere una teglia ANTIADERENTE bella larga e preferibilmente circolare, di almeno 28 cm di diametro e versare il preparato in modo tale che lo spessore del liquido versato sia inferiore ad un centimetro (con le dosi scritte sopra ho preparato due teglie da circa 30 cm). 
Aggiungere il rimanente cucchiaio di olio e infornare per circa 20 minuti, avendo cura di ruotare ogni tanto la teglia. in modo da ottenere una cottura uniforme. Passato questo tempo, lasciare accesa solo la fonte di calore superiore del forno per 5/10 minuti.

La farinata sarà pronta quando si presenterà con la superficie di color ambrato scuro con parti più scure e la parte inferiore dorata.
Sfornare, lasciare riposare un paio di minuti, tagliare a fette e servire, a piacere, con del pepe macinato fresco.


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Yo Yo di Anna Moroni


Quando ho fatto la torta per il compleanno del mio papà mi sono rimasti 4 albumi, per cui ho pensato di fare questi biscottini che avevo visto alla prova del cuoco…
sono molto buoni, più di quanto pensassi… ;-D !!!
La ricetta era per 5 albumi, ma io ne avevo solo 4 per cui ho modificato le dosi.
Me ne sono venuti circa una ventina farciti (quindi circa 40 singoli).

Ingredienti:
5 albumi d’uovo (io ne ho usati 4)
125 g di burro fuso (100 gr)
125 g di farina 00 (100 gr)
125 g di zucchero al velo (100 gr)
2 cucchiaini di lievito in polvere (poco meno di 2 cucchiaini)
un pizzico di sale

Per farcire:
nutella
marmellata (io ho usato quella di albicocche)

Preparazione:
Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale, poi unire un pò alla volta la farina, lo zucchero a velo e il lievito tutti prima setacciati e continuare a montare.

Infine unire il burro fuso.

In una placca da forno ricoperta con carta da forno fare tanti mucchietti con il composto (un pò distanziati fra loro).

Infornare in forno già caldo a 180° per circa 12-15 minuti (devono divenire dorati).

Sfornare, fare raffreddare e farcire a piacere.



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Torta cuore di mamma

di Paola dal suo blog Le ricette perfetteTorta cuore di mamma

Ingredienti:

Per il Pan di Spagna
(se fosse uno stampo tondo avrebbe un diam di 24cm)
3 uova
105 g di zucchero
(la regola: è 35 g di zucchero per uovo)
120 g di farina
(la regola è: 40 g di farina per uovo)
un pizzico di fior di sale
la buccia grattugiata di un limone

Per la crema pasticciera
500 ml di latte
2 cucchiai di maizena
6/7 cucchiaini di zucchero
1 tuorlo
la scorza di un limone

Per la panna
100 ml di panna da montare
mezzo cucchiaio scarso di zucchero

Per la targhetta a forma di cuore
30/35 g di cioccolato bianco
una penna per decorare di crema al cacao

Per la guarnizione
250 g di fragole

PREPARAZIONE


Preparate per prima cosa il Pan di Spagna: fate sbattere con una frusta elettrica per 10 minuti le uova con lo zucchero.
Una volta montate, abbandonate la frusta elettrica ed armatevi di una spatola: aggiungete il pizzico di fior di sale ed in tre volte distinte, a poco a poco, la farina setacciata, molto delicatamente, con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare le uova.
Infine unite la scorza grattugiata di un limone biologico, amalgamandola sempre con lo stesso metodo.
Imburrate uno stampo a forma di cuore, versateci l’impasto, sbattete su un ripiano solido la tortiera in modo che l’impasto si distribuisca uniformemente ed infornate in forno ventilato già caldo a 160° per 20 minuti circa.
Una volta cotto il Pan di Spagna (verificate la cottura sempre con il metodo dello stuzzicadenti), sfornatelo, lasciatelo raffreddare e trasferitelo su un piatto da portata.
Per la crema pasticciera: in un pentolino, riscaldate il latte con la scorza di un limone (da cui eliminerete la parte bianca che è amara) oppure con un mezza baccello inciso e raschiato di vaniglia. Intanto, in un altro pentolino sbattete tuorlo e zucchero con un frustino a mano fino a che il composto non diventi bello chiaro.
A questo punto, aggiungete il primo cucchiaio colmo di maizena, passata prima al setaccio, ed amalgamate per bene, non devono esserci grumi.
Togliete il latte ormai bollente dal fuoco, aggiungete un piccolo goccio di latte per stemperare il composto, ed unite quindi il secondo cucchiaio colmo di maizena setacciata.
Aggiungete un altro goccino di latte e mescolate per bene con il frustino a mano, cercando di andare ad evitare la formazione di grumi.
A questo punto, versate a poco a poco, continuando a girare, tutto il latte nel pentolino con tuorlo, zucchero e maizena: se avete usato la scorza del limone trasferite anche la scorza , se avete usato la vaniglia versate il latte facendolo passare da un colino per eliminare i residui del baccello (nonostante andrete ad utilizzare il colino, sappiate che rimarranno comunque dei puntini della vaniglia nella crema).
Mettete quindi il pentolino con la crema sul fuoco e continuate a girare, fintanto che la crema non si addenserà (questo momento solitamente corrisponde all’inizio dell’ebollizione).
Una volta pronta la crema, trasferitela in una ciotola per farla raffreddare più in fretta; se avete usato la scorza del limone, questo è il momento di eliminarla (se faceste raffreddare la scorza con la crema, questa diventerebbe amara). Infine coprite la ciotola con della pellicola per evitare che si vada a formare la pellicina.

Per la panna: montate la panna insieme allo zucchero con una frusta elettrica, per circa 3 minuti, fino a che non raggiungerà il massimo della compostezza. Riponete la panna in frigorifero fino al momento del suo utilizzo.
Per la targhetta: mettete una teglia rettangolare con sopra un foglio di carta da forno nel freezer.
Fate sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria, quindi prendete una formina per biscotti a forma di cuore, la più grande che avete, estraete da freezer la teglia fredda, appoggiare la formina e versateci dentro il cioccolato fuso a bagnomaria.
Con l’aiuto di un cucchiaino livellatelo, e riponete nuovamente la teglia con la targhetta in freezer, in modo che si solidifichi più velocemente.
Una volta che il cioccolato si sarà indurito, estraete il cuoricino dalla formina, rigirate la targhetta ed utilizzate come superficie la parte che è rimasta appoggiata alla carta da forno (è più liscia ovviamente) e decorate con la scritta che preferite servendovi di una pennina di crema al cacao (in vendita in tutti i supermercati).
Riponete la targhetta di cioccolato in frigorifero in modo che anche la scritta si possa solidificare, fino al momento in cui vi servirà per decorare la torta.

Per le fragole: lavate le fragole con il picciolo (in questo modo non entrerà l’acqua dentro), tamponatele con della carta assorbente per asciugarle, levate il picciolo, tagliatele a metà e tenete da parte le due fette centrali di ciascuna fragola. I rimanenti pezzi, sminuzzateli e trasferiteli in una ciotola.
A questo punto avete preparato tutto quello che vi serve per la vostra torta, non vi rimane che assemblarla e decorarla!

Assemblaggio:

  • Tagliate con molta precisione il Pan di Spagna a metà.
  • Eliminate con l’aiuto di un coltello un pochino di “mollica” da tutte e due le metà, vi servirà per creare delle bricioline da guarnizione in superficie.
  • Bagnate leggermente con un pennellino ciascuna metà all’interno per ammorbidire ulteriormente il Pan di Spagna, facendo una piccola miscela con un cucchiaio e mezzo di latte ed un cucchiaio di acqua.
  • Versate due terzi della vostra crema pasticciera sulle fragole che avete sminuzzato a pezzetti, amalgamate il tutto per bene  e trasferite sulla metà di Pan di Spagna che userete come base, avendo cura di lasciare 1, 5 cm circa libero su tutto il bordo della base: questo per non far fuoriuscire la crema quando andrete delicatamente a sovrapporre l’altra metà di Pan di Spagna.
  • Con la restante crema pasticcera, ricoprite la superficie della torta ed i lati, andando a questo punto a riempire i bordi che all’interno sono rimasti vuoti.
  • Livellate per bene la crema e, a questo punto, sbriciolate la parte di mollica di Pan di Spagna che avevate tenuto da parte (potete sbriciolarla con un semplice grattugia carote) e ricoprite la crema sulla superficie della torta.
  • Eliminate eventuali sbavature intorno alla torta con l’aiuto di uno scottex, quindi trasferite in un sac a poche con punta zigrinata la panna e fare delle ondine su tutta la superficie esterna, creando una cornice.
  • All’interno, disponete le fragole a corona, sovrapponendole le une alle altre ed infine adagiate la targhetta al centro!

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Crepes Turandot

So che le crepes ormai le sanno fare anche i bambini dell’asilo e che quindi questa ricetta è praticamente inutile, ma essendo la prima volta che le preparavo e visto il gran successo riscosso ho deciso di condividere con voi la soddisfazione di questo piatto.
Vi chiederete per quale strano motivo si chiamino Turandot; purtroppo nessun riferimento all’opera lirica di Giacomo Puccini.
Il nome mi è stato ispirato dal ripieno che ho usato, vi spiego meglio.
Nel mio paese c’è una piadineria (non sono romagnola, ma le fanno comunque buonissime) che fa piadine sia dolci che salate e la mia preferita si chiama appunto Turandot.
Avendo usato il solito ripieno della mia piadina preferita ecco che anche la crepes si chiama Turandot.
Ma passiamo alla ricetta…

Ingredienti:
x la piadina (8 piccole)
1 uovo
100g farina
200ml latte
1 pizzico di sale
1 noce di burro

x il ripieno:
mascarpone
speck
funghi porcini
aglio, olio
prezzemolo
sale e pepe

Procedimento:
1) Preparare la pastella sbattendo l’uovo con un pizzico di sale e il latte.
2) Aggiungere la farina setacciata, mischiare bene che non rimangano grumi e lasciare riposare per 30 minuti.
3) Pulire i funghi (o scongelarli se usate quelli congelati) e farli trifolare con un filo d’olio, sale, pepe, un pizzico di aglio e il prezzemolo tritato.

Una volta passati i 30 minuti ecco che inizia la magia. Io non so se voi usate il classico “padellino” da crepes, ma io a casa di mio suocero ho trovato questa piastra per fare le crepes e sono rimasta incantata.

Allora se usate il “padellino” dovete prima passarci una piccola noce di burro e con un mestolo versare una piccola quantità di pastella, in modo che il fondo sia appena velato; alcuni istanti e con l’aiuto di una palettina di plastica girate la crepes e fate cuocere ancora x alcuni secondi.

Invece questa piastra (che di sicuro avranno tutti, solo io ero rimasta al medioevo in cui le crepes si facevano col padellino) va collegata alla corrente tramite la presa, lasciata riscaldare x un paio di minuti, unta con la solita noce di burro e va appoggiata sopra la pastella. Tenercela per qualche secondo e rigirare, vedrete che la pastella rimarrà attaccata alla piastra con già la forma tonda della crepes.
Sempre con l’aiuto della spatolina di plastica girare dall’altro lato e attendere qualche secondo.

A questo punto passiamo a riempire le nostre crepes..
Spalmate con un cucchiaio di mascarpone, una fetta di speck e i funghi trifolati.

Se vi piace una bella spolverata di pepe non guasta.
Chiudere a portafoglio….Et voilà….Le nostre crepes Turandot sono pronte.

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Risotto all’uva bianca

Ecco una ricetta insolita…
Io adoro i risotti e adoro anche provare ricette con abbinamenti insoliti..
Questo risotto è veramente molto buono, dolce con l’uva e salato per il formaggio, e altro.
Provatelo, è facile, veloce.
 Un piatto raffinato, gradevole e inconsueto ;-)
Ingredienti:
350 g di riso
200 g di uva ben soda, a scelta bianca o rosata
1 cipolla piccola bianca
4 cucchiaiate di parmigiano
50 g di burro
brodo vegetale
sale, pepe

Lavate bene gli acini d’uva, tagliateli a metà e privateli dei semini. Preparate un leggero soffritto facendo appassirela cipolla in una casseruola con la metà del burro. Quando la cipolla è trasparente, unite il riso, lasciatelo tostare un poco mescolando per evitare che attacchi al fondo della casseruola, quindi bagnatelo con il brodo; unite poi l’uva, salate e portate a termine la cottura mescolando ogni tanto e aggiungendo di tanto in tanto del brodo bollente. Prima di togliere il risotto dal fuoco aggiungete il burro rimasto e il parmigiano, mescolate e lasciate mantecare per un paio di minuti.

Con questa ricetta partecipo a:
calendario ottobre 2010
e partecipo anche a:
raccolta ricette con la frutta

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Croissant salati

Sabato avevo deciso di far la torta di rose salata, ma poi in itinere ho cambiato idea e sono usciti questi croissant di pasta lievitata, sono ideali nella taglia mini come antipasto o come finger food per un buffet!
Ingredienti:
200 g di manitoba
200 g di farina 00
3 cucchiai di olio evo
1 bustina di lievito Mastrofornaio
2 cucchiaini di zucchero
200/250 ml di latte intero (non l’ho misurato)
sale q.b.
pancetta affumicata a dadini
fontina a dadini
olive snocciolate dissalate
rosmarino
vino bianco
Procedimento:
in una ciotola setacciate le due farine, aggiungete il lievito, lo zucchero e l’olio, iniziate ad amalgamare, salate e aggiungete latte poco alla volta il latte, quando ottenete una palla, trasferitela sulla spianatoia e lavoratela bene per 10 minuti. Ponetela poi a lievitare per un’oretta. fate riscaldare una padellina antiaderente, quando è calda buttatevi dentro la pancetta a dadini, aromatizzate col rosmarino, sfumate poi col vino bianco, fate andare qualche minuto, poi fate scolare la pancetta su uno scottex. 
Trascorso il tempo riprendete l’impasto, sgonfiatelo e rilavoratelo, indi  dividetelo a  metà e col matterello spianate i due panetti ottenuti, in modo da ricavare o due rettangoli o due cerchi, da suddividere a loro volta in triangoli. Fate i triangoli della grandezza desiderata, poi farciteli e avvolgete la pasta su se stessa. Fate rilievitare per 30-35 minuti. Infornate a 180°per 15 minuti 
per i mini e 25 per quelli un po’ più grandi, comunque, come dico sempre, regolatevi secondo il vostro forno!

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"Torta Idromassaggio"

Questa torta l’ho preparata per i 25 anni di mio fratello Antonio con una ricetta presa da un ricettario Paneangeli, si tratta della torta Mocca.

Per l’imasto base:
4 uova
150 gr. zucchero
1 bustina vanillina
1 pizzico di sale
1 bustina lievito Paneangeli
130gr. farina 00
70 gr. fecola di patate

Per farcire :
250ml. di latte
30gr. di fecola di patate
10gr. cacao amaro
150gr. zucchero
150gr.burro
3 cucchiaini di caffè solubile

Bagna (le dosi sono a piacere)
latte
zucchero
caffè solubile

Per decorare :
200gr.di pasta di zucchero
1 bustina di gelatina
colorante rosa/marrone(cacao),celeste,rosso
250gr.di panna da montare

Preparazione:
Sbattere a schiuma i tuorli (serbando le chiare) con 4 cucchiai di acqua bollente ed aggiungere gradatamente 100 g di zucchero, vanillina e sale, sbattendo fino ad ottenere una massa cremosa.
Montare le chiare a neve durissima, aggiungendo lo zucchero rimasto, metterle sopra i tuorli sbattuti e setacciarvi sopra la farina mescolata con la Frumina e, per ultimo, il LIEVITO PANE DEGLI ANGELI setacciato. Incorporare delicatamente (non sbattere) il tutto ai tuorli sbattuti. Mettere l’impasto in uno stampo a cerchio apribile (Æ 24 cm) con il fondo foderato con carta da forno e cuocere per 30 minuti circa nella parte inferiore del forno preriscaldato (elettrico: 175-200°C; ventilato: 160-180°C; a gas: 190-210°C).
Per la farcitura, stemperare con 4 cucchiai di latte la Frumina mescolata e setacciata con il cacao e lo zucchero. Mettere a bollire il latte rimasto, incorporarlo alla massa stemperata e riportare il tutto ad ebollizione, mescolando continuamente.
Togliere dal fuoco, incorporare il caffé e lasciare raffreddare, mescolando ogni tanto per evitare che si formi la pellicina.
Lavorare il burro a crema ed aggiungere a cucchiaiate la massa raffreddata. Tagliare la torta raffreddata in 3 strati, distribuire sul primo strato la bagna al caffè e un terzo della crema, ripetere l’operazione con il secondo strato e ricomporre la torta. Stendere un velo di panna sulla parte superiore, aggiungere la gelatina colorata celeste e livvellarla con un pennellino. Decorare l’esterno con la panna color marrone e inserire il busto e le gambe.

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Torta decoltè

Altra torta peparata qualche anno fa, uno dei miei primi lavori con la pasta di zucchero.

Ingredienti :
4 uova
500 gr. panna da montare
200 gr. di zucchero
1 scatolo di pavesini
nutella qb
caffè (caffettiera piccola)
Bayles qb
latte qb
500 gr. di pasta di zucchero
colorante rosa,mentre x il marrone ho utilizzato un pochino di cacao

Preparazione:

Utilizzare 2 stampi per zuccotto della stessa misura. Bagnare i pavesini con il latte e il bayles e foderare lo stampo. Sbattere i tuorli con lo zucchero. Montare la panna. Montare i bianchi. Unire la panna ai rossi e amalgamare. Unire il composto delicatamente con i bianchi. Dividere il composto in 3 parti. Ad ogni crema unite in base ai vostri gusti: in una la nutella, nell’altra il caffé e nell’ultima il bayles. Versare la crema una per volta nel recipiente foderato e chiudere con i pavesini bagnati. Mettere in freezer per qualche ora. Girarlo e coprirlo con pasta di zucchero rosa,con particolari marroncini.Rimmettere il tutto nel freezer e tirarlo fuori una mezzoretta prima di essere servita.

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Crema nutella e ricotta

Ingredienti:
250 g di ricotta
2 cucchiai di zucchero
3 tuorli d’uovo
70 g di torrone bianco
3 cucchiai di nutella


Preparazione:
Montate i tuorli e lo zucchero con una frusta finché non risulteranno spumosi e lavorate in un’altra terrina la ricotta fino a renderla soffice.
Unite le uova montate alla ricotta, aggiungete la Nutella e il torrone ridotto in polvere.
Mescolate fino a che l’impasto non risulti omogeneo.

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