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Lo Chef ci racconta il menù in programma per Torino
Questo mese si parla di carne piemontese e non solo…
Le ricette che vi proporremo durante l’incontro a Torino sono le seguenti:
All'incontro di questo mese, che si terrà a Torino il 30 giugno, parleremo di carne piemontese ma non solo… Lo chef Voiello Marcello Zaccaria ci racconta le ricette che degusteremo il prossimo mercoledì.
Le ricette che vi proporremo durante l’incontro a Torino sono le seguenti.
Partiamo dalle Tofe Voiello: saranno cotte in acqua salata per metà del tempo riportato nella confezione, le andremo a farcire con uno stracotto di manzo e alloro, alleggeriremo il ripieno con della ricotta di mucca, riempiremo le Tofe e gratineremo leggermente in forno. A questo punto non resta che adagiarle in un piatto con sotto un letto di verdure di stagione rese croccanti in padella. La difficoltà sta nel riuscire a trovare una giusta armonia dei sapori, il piatto dovrà risultare fresco e invitante…
Continueremo poi con dei Vermicelli Voiello cotti rigorosamente al momento e serviti con una salsa di pomodorini Scarpariello, qualità di pomodorini ricchi di profumi e di sapori tipici di un prodotto di stagione, che sarà esaltata ancora di più dal timo e dalle polpettine di manzo scottate in padella per qualche istante. La carne non dovrà risultare asciutta e se questo avverrà la polpetta rimarrà morbida e saporita.
Concluderemo poi con dei Tortiglioni Voiello anche questi cotti rigorosamente espressi e saltati con degli straccetti di fesa di tacchino, i primi porcini resi croccanti in padella e, per dare un tocco finale, firmeremo il piatto con alcune scagliette di tartufo nero estivo.
Quando decidete di utilizzare della carne, la scelta del giusto pezzo secondo quello che si vuole preparare o il consiglio del macellaio della piccola bottega sicuramente vi potranno aiutare nella selezione. Anche per quanto riguarda la carne non sempre un prezzo alto è sinonimo di bontà: spesso esistono tagli meno nobili molto più buoni e ricchi di sapore di quelli di prima scelta.
Abbiamo ancora dei posti diponibili! Se sei interessato registrati al sito piacerevero.it, compila il form sotto a questo post e ti contatteremo con tutti i particolari!
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Insalata fredda di gnocchetti sardi al pesto
- 400 gr di Gnocchetti Sardi Voiello
- Olio (quanto basta)
-
2 barattolini di pesto alla genovese
(se non vi va di farlo in casa) - Olive nere snocciolate
- Pomodori pachini interi
- Mozzarelline
Cuocere e scolare gli gnocchetti, metterli nel recipiente di portata e condirli con un po' d'olio.
Farli raffreddare un po' e aggiungere il pesto, le mozzarelline, le olive nere snocciolate e mischiare il tutto energicamente.
Assaggiare e controllare di sale e d'olio.
Porre il recipiente in frigorifero e aspettare ore di pranzo!
Tip: Ovviamente per fare la pasta fredda – e farla arrivare tale in tavola – bisogna prepararla un po' prima di servirla. Il consiglio è di preparare la pasta almeno 3 ore prima, farla raffreddare un po', metterla in frigo e di tanto in tanto mescolarla. La bellezza della pasta fredda è che, anche se se ne fa molta di più, se avanza non ci sono problemi! E' importante non far strabordare d'olio la pasta, siate molto accurati nel metterlo e, ricordatevi che, nel caso, potete sempre aggiungerne un altro po'!
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Survival Cooking – Ghiacciolo al limone
Il ghiacciolo al limone fai-da-te o anche Quando ero bambino ho schivato il colera per un pelo
Friniscono le cicale e il sole a picco del mezzogiorno irraggia i campi, i pascoli e le rugiadose colline tutte. Tappato in casa, sudato dopo il nascondino mattuttino, un bambino si tritura le palline. La televisione incomincia con i telegiornali e i soldatini – anche quelli non-mutilati –, non regalano più brivido alcuno.
“Mamma, mamma!” chiama il bambino. La mamma sbuffa.
“Mamma, mi annoio! Posso fare i ghiacciolini? Posso?”.
“Va bene, ma lavati bene le mani prima!”
Ecco, le mani me le lavavo, ma direttamente durante la preparazione. Spremendo insieme al limone l’orrenda sozzura delle mie (furono) manine appiccicose. Era una ricetta pulp e non lo sapevo.
Ora che sono un vero uomo, i ghiacciolini li faccio ancora: a mani pulite.
Per quest’intruglio estivo vi occorre:
- Zucchero liquido o sciroppo o sciroppo d’acero (se siete disperati va bene anche lo zucchero normale, quello di canna o anche raschiare la linfa di un albero nelle vicinanze. Poi però non lamentatevi che il ghiacciuolo (sì, con la ‘u’) è dolce in un punto solo – cioè dove si è addensato lo zucchero-non-liquido);
- Nu bello limone varietà biologgica di Surrientooo!
- Acqua minerale naturale;
- 1 statuina della torre di Pisa segna-umidità;
- 1 colino a maglie finizzime;
- uno o più recipienti surgelabili
Cosa dovete fare (se proprio vi va):
1) Prendete un bicchierone di vetro e a seconda di quanti ghiaccioli volete fare riempitelo con dell’acqua. Le persone sommamente intelligenti riempiranno in precedenza con metà acqua i contenitori che saranno utilizzati per fare i ghiaccioli e poi travaseranno l’acqua nel bicchierone (scoprirete dopo perchè metà, anzi meglio un po’ meno della metà).
2) Raddoppiate la dose di acqua con altrettanto succo di limone. Spremete, spremete lu limone beddu o anche più di uno, ehehe.
3) Aggiungete lo zucchero liquido, ad assaggio. Vale a dire con un cucchiaio sorbite e trangugiate via via il liquido mescolando. Quando, a seconda del vostro gusto, ha raggiunto o meno il sapore della melassa acida, fermatevi.
4) Prendete il o i contenitori scelti per fare i ghiaccioli. Qui la fantasia del cuoco si sbizzarrisce. Potete usare tazzine da caffé (con degli stecchini come paletta), delle provette per le urine (pulite, spero), le formine per i ghiaccioli d’acqua, un bicchiere, lo stesso bicchierone con un mestolo infilato dentro (per un ghiacciolo degno di un orco), o ancora qualunque superficie concava in cui è possibile far stare ritto uno stecco di legno. Ai fini puramente didattici e illustrativi di questa ricetta è stato indegnamente utilizzato un fighissimo (e molto snob) stampino in silicone da ghiaccioli della SekkioMart, nota fabbrica di prodotti da ufficio. È veramente un ghiacciolo professionale.
5) Considerate, brutte bestie, che il ghiaccio aumenta di volume, indi provvedete a scolmare, lo so che l’avete fatto troppo pieno.
6) Et voilà, ficcate tutto nel congelatore, evitando di rovesciare il liquido appiccicosissimo sulle melanzane alla parmigiana.
7) Aspettate.
Aspettate ancora.
9) È inutile che controlliate ogni 15 minuti, aspettate.
10) Dopo circa due/tre ore il ghiacciolo è ghiacciolo!
Tiratelo fuori dal freezer è mangiatelo succhiandolo con rumori osceni. Mi raccomando la congestione.
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Rigatoni romani con pesto genovese, zucchine trombetta e salame
- 160 grammi di rigatoni romani Voiello
- 1 fetta di salame spessa tagliata a a listarelle
-
1 zucchina trombetta lavata e affettata sottilmente
con una mandolina - 2 cucchiai pesto genovese
- olio e.v. di oliva varietà taggiasca
- 2 cucchiai aglio
- 1 spicchio vestito
- sale & pepe
In una padella scaldate due cucchiai di olio e.v. e lo spicchio di aglio vestito. Fate insaporire per qualche minuto. A questo punto aggiungete le zucchine e lasciatele cuocere, girando di tanto in tanto per 7/8 minuti. Attenzione, non dovranno diventare molli, ma restare croccanti.

A fine cottura salare leggermente e aggiungete una macinata di pepe e il salame.
Nel frattempo cuocete la pasta al dente, scolatela e conditela con il pesto in una capiente ciotola di terracotta.
Aggiungete le zucchine con il salame, mescolate velocemente e servite subito, finendo con una macinata di pepe a piacere.
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Cantucci ai pistacchi
Ieri è uscito un post sul blog del Cavoletto. In sostanza è un concorso-lotteria i pieno stile foodblogging! A leggere i premi mi erano già venute le stelline davanti agli occhi, quindi non potevo non partecipare SUBITISSIMO! So che non ho alcuna speranza perchè voi foodblogger che mi circondate siete trooooopo più brave di me, ma io ci provo lo stesso, tiè!
All’inizio pensavo di fare una ricetta così com’era, perchè, come si dice, squadra che vince non si cambia, e poi alla fine invece la mia scelta è ricaduta su una delle tre ricette per biscotti DA tè CON il tè…e io ne ho ricavato dei biscotti DA tè SENZA tè! ![]()
Cioè, io pensavo di avere in casa del buonissimo tè verde al gelsomino, con del vero gelsomino dentro e non un’aroma fintamente artificiale..e invece quel tè me lo ero bevuto per cui ho deciso di aromatizzare il tutto con l’acqua di fiori d’arancio che mi era avanzata. Il risultato mi è piaciuto quindi, se anche voi siete in carenza di tè al gelsomino, potete fare come me!
Sigrid dice che questi biscotti siano adatti per accompagnare il tè, ma provate a zupparli nel VinSanto…:-)
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Ingredienti
- 3 uova intere e 3 tuorli
- 125g di zucchero bianco
- 125g di zucchero di canna
- 400g di farina
- 2 cucchiaini di lievito NON vanigliato
- 1 pizzico di sale
- 100g di pistacchi di Bronte
- 2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
Preparazione
Sbattere 2 uova intere e i 3 tuorli con lo zucchero bianco e lo zucchero di canna. Poi aggiungere l’acqua di fiori d’arancio, il sale, la farina e il lievito. Alla fine aggiungere i pistacchi, impastare e ricavarne 4 rotoli un po’ schiacciati. Spennellare la superficie con un uovo sbattuto e cuocere per 25 minuti in forno a 180°C.
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Pollo alla brace con marinatura alla greca
Questa ricettina la ripesco dall’archivio e direi che casca proprio a fagiolo, visto che Genny, del blog Al cibo commestibile, ha indetto un nuovo concorso dedicato alla cottura alla brace, o BBQ per i filoanglofoni!
Avevo preparato questo buonissimo pollo alla fine dell’estate scorsa, anzi, andando a ricercare la data in cui ho scattato la foto mi accorgo che era proprio l’ultimo giorno dell’estate 2009, il 20 settembre per la precisione. Dovete sapere che quando le giornate si accorciano e inizia a fare più freddo, in genere verso la fine di settembre, ma qualche volta anche più tardi, verso ottobre, mi piace osservare una specie di rito, una sorta di addio all’estate. Il rito prevede un fine settimana al mare, quando di vacanzieri in giro ce ne sono rimasti davvero pochi, in cui facciamo l’ultimo bagno e l’ultima grigliata all’aperto dell’estate.
L’estate scorsa siamo stati fortunati a metà perchè il meteo prometteva acqua a catinelle sia per il sabato che per la domenica. Il sabato mattina però ci siamo svegliati con un bel sole (e tante nuvole nere all’orizzonte) per cui ci siamo lanciati alla scoperta di una piccola baia di cui avevamo sentito parlare e siamo stati fortunati perchè non ha piovuto, il posto era davvero magico e l’acqua caldina a sufficienza per fare un lungo bagno. Il giorno dopo invece era prevista la grigliata..ma pioveva! Allora, il mio mitico Convivente ha deciso di accendere comunque il fuoco sotto la pioggia! In sostanza abbiamo fatto un BBQ sotto l’ombrello, e il risultato è stato quel buonissimo pollo che vedete nella foto.
L’idea della marinatura mi è venuta cercando di imitare il sapore delle grigliate assaggiate in Grecia. La carne grigliata della cucina greca ha un sentore di limone e origano, che io gli ho dato con una marinatura a base di cipolla fresca, il succo e la scorza di limone, aglio fresco e foglie di origano fresco. Il risultato è proprio eccezionale!
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Ingredienti
- Una coscia di pollo per persona
- Una cipolla
- Origano fresco
- Aglio fresco
- Un limone BIO
- Olio EVO
- Sale
- Pepe
Preparazione
Togliete la pelle al pollo e bucherellatelo con un coltello. Spremete in una zuppiera (o ancora meglio in un sacchetto di plastica da alimenti) un limone e grattatene anche la scorza. Fate a pezzetti la cipolla, l’aglio e le foglie di origano e mettete a bagno nel succo di limone insieme al pollo e ad un cucchiaio di olio EVO. Lasciate il pollo il più possibile immerso nella marinata per circa un’ora e ogni tanto massaggiatelo un po’. Toglietelo dalla marinata e conditelo con sale e pepe e cuocetelo sulla brace.
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Milano, 27 maggio Incontro Voiello: parliamo di stagionalità
Giovedì sera a Milano avrà luogo il prossimo incontro con Voiello in cui parleremo con due agronomi, Emanuela Borio e Dan Lerner, di stagionalità e di come sia una condizione necessaria (ma non sufficiente) per un'elevata qualità dei prodotti ortofrutticoli.
Rispettare la stagionalità dei prodotti ortofrutticoli ha portato a una riscoperta del gusto e a una maggiore ricchezza e varietà ma soprattutto al recupero della biodiversità ortofrutticola. Gli ortaggi coltivati e prodotti in ‘sintonia’ con le condizioni climatiche stagionali sono più ricchi di sostanze nutrienti e richiedendo minori input energetici (fertilizzanti, trattamenti fitosanitari, riscaldamento serre) e inoltre sono più sani, saporiti e appetibili.
Stiamo assistendo a una profonda evoluzione della sensibilità nei confronti di alcuni temi quali la riscoperta del gusto, della stagionalità e dell’immensa ricchezza e varietà dei prodotti ortofrutticoli della nostra terra.
Che ne dite di parlarne insieme proprio giovedì 27 maggio a Milano?
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Le interviste agli ospiti della serata di Roma
Il video con le interviste agli ospiti della serata romana: le impressioni a caldo, la cena, la gioia di aver imparato qualcosa di nuovo…
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Cake con rucola e pancetta
E’ giunto il momento di presentarvi il mio primo cake! Ta-da!
Ebbene sì, non ne avevo mai fatto uno. Li avevo visti spesso sui vostri blog, ma ero un po’ scettica. Mi immaginavo una specie di pane molto più saporito ma comunque asciutto e adatto a spalmarci qualcosa sopra…e invece no, niente di più vero! Ma perchè non me l’avete detto prima che i cake non sono asciutti per niente (anzi) e che sono così gustosi e saporiti che si mangiano così come sono senza aggiungerci niente!?!?! O forse me l’avevate detto e io invece sono rimasta cocciuta nelle mie convinzioni? Assai probabile…;-)
Ho come la sensazione che da adesso i cake saranno ospiti frequenti della mia cucina! Voi che dite?
PS: La ricetta l’ho presa dal libro Cakes dolci e salati di Ilona Chovancova anche se poi ho fatto le mie solite modifiche!
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Ingredienti
- 180g di farina tipo 0
- 3 uova
- 100g di latte parzialmente scremato
- 80g di olio si semi d’arachidi
- 150g di emmenthal grattugiato
- 50 gi di parmigiano reggiano grattugiato
- 60g di rucola
- 100g di pancetta a dadini
- una bustina di lievito
- sale qb
- pepe qb
Preparazione
Preriscaldate il forno a 180°C.
In una zuppiera sbattete il latte, le uova e l’olio. Aggiungete poi la farina, il lievito e mescolate bene. Infinite aggiungete tutti gli altri ingredienti e incorporateli all’impasto. Versatelo in uno stampo da cake (preferibilmente di silicone) e cuocete nel forno caldo per 50 minuti. Nel caso che la superficie del cake si dori troppo copritelo con la carta stagnola e continuate la cottura.
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Tofe Voiello con fiori di zucchina, asparagi, fave, pomodorini ciliegini secchi e coppa
- tofe 10/12 per persona
- fave 50 grammi sgusciate
- asparagi 4
- fiori di zucchina 4/6 tagliati a listarelle
- pomodori ciliegia secchi una manciata abbondante
- coppa 3 fette tagliate a striscioline
- cipollotto 1
- olio e.v. di oliva
- sale, pepe
- peperoncino in polevere
Lavate e mondate tutte le verdure, eliminando la parte più dura degli asparagi. Tagliateli a fettine. La parte superiore tagliatela a metà.
Mondate il cipollotto e tagliatelo fine. Ammollate i pomodorini in acqua tiepida per circa 10 minuti.
Lavate velocemente sotto l'acqua e asciugate i fiori di zucchina. Tagliateli a striscioline con la coppa.
In una padella scaldate un paio di cucchiai di olio, aggiungete il cipollotto e i pomodorini (strizzati e tagliati a pezzetti)
Aggiungete per primi gli asparagi, le fave e infine i fiori di zucchina. Insaporite il tutto per qualche minuto, aggiungendo, se necessario un cucchiaio o due di acqua. Prima di spegnere il fuoco, saltate in padella la coppa.

Cuocete le tofe, scolatele al dente e fate insaporire con il condimento e un pizzico (abbondante) di peperoncino.
Servite subito con, a piacere, del parmigiano grattugiato.
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